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Cos’è il Cloud Computing, breve storia e come funziona

Il Cloud Computing è una tecnologia innovativa che ha rivoluzionato il modo in cui elaboriamo, gestiamo e condividiamo i dati e le risorse informatiche.

In parole semplici, il cloud è un insieme di server remoti (concentrati in uno o più Data Center) connessi tra loro tramite Internet, che permette agli utenti di accedere a servizi di qualsiasi natura ovunque essi si trovino.

Questa tecnologia ha le sue radici negli anni ’60 con il concetto di “time-sharing”, attribuito all’informatico John McCarthy che utilizzò questo termine nel 1961 in una conferenza al MIT, per indicare la possibilità di più utenti di accedere contemporaneamente a un singolo computer, condividendone le risorse.

Nel suo intervento McCarthy introdusse l’idea di prevedere in futuro la vendita di risorse computazionali come delle utilities, per intenderci come avviene ad esempio per l’acqua e l’energia, in base ai consumi. Il concetto di Utility Computing si basa su questa intuizione, ovvero il modello che vede le risorse di calcolo come dei servizi, che è il concetto alla base dell’attuale tecnologia cloud.

Successivamente, negli anni ’90, con l’espansione di Internet, il Cloud Computing ha guadagnato popolarità e il termine “cloud” è stato coniato per descrivere questa nuova forma di servizio informatico.

Oggi, il Cloud Computing è una componente fondamentale nel mondo digitale e offre una vasta gamma di servizi, sia per scopi di business che personali come ad esempio soluzioni di archiviazione quali Google Drive e Dropbox, o piattaforme di elaborazione dati come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure oppure Oracle Cloud Infrastructure (OCI).

Vantaggi del Cloud: Ottimizza la Tua Attività

Ma quali sono effettivamente i vantaggi dell’utilizzo del Cloud ? Perché un’azienda dovrebbe decidere di adottare questa tecnologia ?

I vantaggi del Cloud Computing sono molteplici e possono introdurre benefici sia sulle attività aziendali che sulla quotidianità degli utenti.

Uno dei principali vantaggi del Cloud è la flessibilità, unita ad agilità e velocità. Le aziende che adottano il cloud possono facilmente richiedere e scalare risorse di calcolo e spazio di archiviazione in base alle loro effettive esigenze in continua evoluzione, evitando investimenti iniziali in hardware e infrastrutture costose.

Ad esempio, una startup che sperimenta una crescita rapida può facilmente espandere i propri server e risorse per soddisfare la crescente domanda, senza tempi di fermo ed in modo rapido, riducendo così i costi iniziali che sarebbero necessari per erogare il servizio, permettendo un modello di pagamento basato sull’effettivo utilizzo delle risorse.

Un altro vantaggio cruciale è l‘accessibilità e la collaborazione. Con il Cloud Computing, i dati e le applicazioni possono essere accessibili da qualsiasi dispositivo connesso a Internet, consentendo di lavorare in modo più flessibile e remoto. Ciò abilita ad un modello che favorisce la collaborazione tra team in diverse sedi geografiche.

Il Cloud Computing inoltre può introdurre una riduzione dei costi per le aziende, poiché i fornitori di servizi cloud ne gestiscono l’infrastruttura e l’esercizio. Questo permette alle aziende di non dover investire in infrastrutture e nella loro manutenzione, e al contempo di concentrarsi maggiormente sulle attività core.

Quello dei costi è un tema da considerare quando si disegna una soluzione cloud, in cui bisogna ponderare delle decisioni sia rispetto al tipo di servizio da erogare ma anche in funzione dei costi, perché non è scontato che l’utilizzo di servizi cloud abbia un costo inferiore rispetto al medesimo servizio ospitato su un data center.

Implementazione del Cloud: da dove iniziare

L’implementazione del Cloud Computing richiede un’attenta pianificazione e una valutazione delle esigenze aziendali.

Il primo passo da cui partire è la definizione di una strategia Cloud, attività chiave per adottare il paradigma cloud in modo efficace, per massimizzarne i benefici e raggiungere gli obiettivi aziendali in modo strutturato.

Per definire una strategia cloud è necessario comprendere le esigenze e gli obiettivi specifici dell’azienda. In questa fase le domande principali che bisogna porsi sono del tipo:

  • quali sono i processi, servizi, o dati che possono beneficiare del cloud?
  • quali sono i problemi o le sfide attuali che il cloud può risolvere?
  • quali sono i risultati desiderati dalla transizione al cloud?

Una volta identificati i servizi e le applicazioni da migrare sul cloud, è necessario sviluppare un disegno architetturale per la migrazione. Questo disegno definisce come i servizi e le risorse saranno organizzati, distribuiti e integrati all’interno dell’ambiente cloud e include la progettazione sia dei componenti cloud, ma anche delle reti, delle politiche di sicurezza e le interfacce con le applicazioni esistenti.

Una volta completato il disegno architetturale, lo step successivo è quello di pianificare la migrazione dei servizi al cloud, in quella che tipicamente viene definita implementation roadmap (percorso di implementazione), che in sostanza definisce cosa migro, come lo migro, entro quando e con che costi.

Quella della definizione della strategia, è una fase cruciale per l’adozione del cloud. Per cui è bene dedicare il giusto tempo e investimento per studiare e analizzare le diverse soluzioni e opzioni disponibili per definire quella che meglio si adatta al nostro contesto.

Cloud Pubblico vs. Cloud Privato: Quale Scegliere?

Una decisione in cui ci si imbatte nella definizione della strategia Cloud è la scelta tra cloud pubblico o privato.

Il cloud pubblico è gestito da fornitori di servizi cloud (Cloud Service Provider – CSP) e offre risorse condivise accessibili tramite Internet. Questa opzione è generalmente più economica e scalabile, poiché il fornitore gestisce l’infrastruttura e le risorse, consentendo alle aziende di pagare ciò che effettivamente utilizzano, in un modello a consumo.

D’altra parte, il cloud privato è dedicato esclusivamente a un’azienda e può essere ospitato sia internamente che da un fornitore esterno. Questa opzione offre maggiore controllo e personalizzazione, ed è adatta per aziende con requisiti specifici di sicurezza e compliance.

La scelta tra cloud pubblico o privato dipende dalle esigenze e dai requisiti specifici dell’azienda, in particolare dalla sensibilità dei dati e servizi, oltre che dai vincoli di budget.

Per darvi qualche spunto di riflessione, considerate che ad oggi ci sono aziende che per tutti i loro servizi fanno leva su piattaforme cloud pubbliche, un esempio su tutti è Netflix, che sul proprio sito riporta:

Siamo lieti di annunciare che all’inizio di gennaio del 2016, dopo sette anni di diligente lavoro, abbiamo portato a compimento la nostra migrazione sul cloud e chiuso tutti gli ultimi data center utilizzati dal nostro servizio di streaming!

Ci sono situazioni, invece, in cui probabilmente il Cloud Pubblico non rappresenta ancora la scelta più adeguata, immaginate ad esempio aziende che erogano servizi strategici per un paese con dati sul Fisco o sui Cittadini, con informazioni la cui compromissione può mettere a rischio la sicurezza di un paese. In questi casi il cloud privato rappresenta la scelta ad oggi più perseguita.

In futuro le cose potrebbero cambiare dato che i CSP stanno investendo molto in ambito di Sovranità dei dati, per rispondere alle stringenti esigenze delle aziende in termini di privacy, sicurezza, conformità legale e affidabilità dei servizi offerti.

Cloud ibrido: Unire il Meglio di Due Mondi

In alcuni casi, può essere vantaggioso optare per un approccio ibrido, combinando sia il cloud pubblico che privato e sfruttare i vantaggi di entrambe le soluzioni.

Ad esempio un’azienda potrebbe decidere di tenere i dati e le applicazioni critiche sul cloud privato per garantire maggiore sicurezza o aderenza a particolari standard, mentre utilizza il cloud pubblico per risorse aggiuntive o per supportare picchi di carico durante periodi di intensa attività.

Ovviamente possono essere tanti i casi d’uso di utilizzo di un approccio ibrido, un’altra situazione molto frequente è per indirizzare le esigenze di disaster recovery. Ad esempio utilizzare un cloud privato come sito di backup e un cloud pubblico come sito di ripristino permette di garantire la disponibilità dei dati e delle applicazioni in caso di incidenti o interruzioni.

Sicurezza nel Cloud: Tutti i Meccanismi di Protezione

La sicurezza è un tema fondamentale in generale, anche quando si parla di Cloud. In questo ambito i CSP investono di continuo per mettere in campo le migliori tecnologie e meccanismi di protezione per garantire che i dati e le risorse degli utenti siano al sicuro da minacce informatiche.

Uno dei meccanismi di protezione più comuni è l’autenticazione a due fattori, che richiede all’utente di fornire due forme di identificazione per accedere a un account o a un servizio cloud, generalmente una password e un codice temporaneo inviato al dispositivo dell’utente. Questo livello aggiuntivo di sicurezza rende più difficile per gli hacker accedere ai dati sensibili.

Un’altra tecnica sempre più diffusa è la crittografia, attraverso cui i dati in transito (cioè trasferiti tra diversi sistemi) e inattivi (ovvero memorizzati staticamente in supporti fisici) sono crittografati per impedire a terzi non autorizzati di leggere o manipolare le informazioni.

Il monitoraggio costante delle attività è un altro aspetto importante della sicurezza nel cloud, che permette di identificare quelle sospette. Tra le soluzioni offerte dai fornitori sono presenti strumenti avanzati per rilevare comportamenti anomali e potenziali minacce, che permettono di intraprendere delle azioni correttive immediate in caso di presenza di situazioni sospette.

Inoltre, i CSP implementano procedure di backup regolari per garantire la disponibilità dei dati in caso di eventi imprevisti come guasti hardware.

Per quel che riguarda in generale la sicurezza, anche le aziende stesse giocano un ruolo chiave. In particolare l’educazione degli utenti sulle minacce informatiche e l’implementazione di politiche di sicurezza rigorose sono essenziali per ridurre il rischio di violazioni.

Quest’ultima riflessione mette in luce il fatto che la sicurezza nel Cloud Computing è una responsabilità condivisa tra i CSP e gli utenti, e la collaborazione tra le parti è fondamentale per garantire una protezione efficace dei dati e delle risorse.

Come Espandere le Risorse nel Cloud

La scalabilità è una caratteristica chiave oltre che un punto di forza distintivo del Cloud Computing.

Su questo tema vi consiglio di leggere l’articolo sulla resilienza, in cui descrivo l’importanza di questa caratteristica per rendere un sistema informatico resiliente.

La scalabilità in sostanza permette facilmente alle aziende che utilizzano servizi cloud di aumentare o ridurre le risorse di calcolo, lo spazio di archiviazione e la capacità di elaborazione in base alle loro esigenze in continuo cambiamento, e pagare in base agli effettivi consumi.

Per fare un esempio concreto considerate una piattaforma di e-commerce che sta conducendo una campagna di marketing online. Durante il periodo della campagna, la piattaforma può riscontrare un aumento significativo imprevisto del traffico e delle transazioni. Con il Cloud, la piattaforma può scalare e richiedere le risorse aggiuntive di cui ha bisogno per gestire il picco di carico senza dover acquistare e configurare nuovi server fisici. Una volta che la campagna termina e il traffico torna ai livelli normali, la piattaforma può ridimensionare le risorse cloud e ridurre conseguentemente i costi operativi.

La scalabilità nel cloud è una funzionalità preziosa per le aziende che devono affrontare fluttuazioni del mercato, picchi di attività stagionali o imprevisti aumenti di traffico. La possibilità di aumentare o ridurre le risorse in modo flessibile e rapido permette alle aziende di adattarsi alle condizioni del mercato e di ottimizzare l’efficienza operativa.

Il Futuro del Cloud: Tendenze e Prospettive

Se nel presente c’è tanto Cloud, il futuro è ancora più promettente, con nuove tendenze e prospettive che si delineano all’orizzonte.

Tra queste, una tendenza che sta assumendo dimensioni importanti, è l’integrazione del cloud con tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (AI) e l’Internet delle cose (IoT).

L’AI nel cloud può essere utilizzata per vari scopi, tra cui ottimizzare l’analisi dei dati, i processi aziendali e fornire servizi più intelligenti. Ad esempio, un’azienda di e-commerce può utilizzare l’AI nel cloud per analizzare i dati degli utenti e fornire raccomandazioni personalizzate sui prodotti, migliorando l’esperienza dell’utente e aumentando le vendite.

L’IoT, in combinazione con il cloud, consente la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati generati da dispositivi connessi, aprendo nuove opportunità per lo sviluppo di soluzioni intelligenti e connesse. Ad esempio, un’azienda manifatturiera può utilizzare sensori IoT per raccogliere dati sullo stato delle macchine in tempo reale e utilizzare il cloud per analizzare questi dati e prevedere manutenzioni preventive, riducendo i tempi di fermo e migliorando l’efficienza produttiva.

Altra tendenza sempre più diffusa è l’adozione di soluzioni cloud-native e microservizi. Le aziende stanno adottando sempre più frequentemente architetture di sviluppo basate su microservizi per costruire applicazioni agili, scalabili e resilienti. Queste architetture si integrano perfettamente con le infrastrutture cloud e consentono alle aziende di rispondere rapidamente alle esigenze del mercato e di implementare nuove funzionalità con facilità.

Dal punto di vista della sicurezza, il futuro del Cloud prevede un continuo rafforzamento dei meccanismi di protezione per far fronte alle minacce informatiche sempre più sofisticate.

Quello che ad oggi possiamo sicuramente dire è che il futuro del Cloud sarà caratterizzato da un’evoluzione costante e da nuove opportunità e sfide che permetteranno di migliorare l’efficienza, l’innovazione e la sicurezza per le aziende.

Migliori Provider di Servizi Cloud: Scopri le Opzioni

Con la crescente domanda di servizi cloud, il mercato offre una vasta gamma di provider tra cui scegliere.

Ogni fornitore ha i propri punti di forza, offerte specifiche e aree di competenza, quindi la scelta del provider di servizi cloud dipenderà dalle esigenze e dai requisiti aziendali.

Molto spesso le aziende optano per un approccio Multi-Cloud, che significa far leva su servizi di diversi cloud provider. Questa opzione da un lato consente si sfruttare i punti di forza di ogni cloud provider e dall’altro di ridurre il problema del vendor lock-in, ovvero la situazione che si vive quando si desidera passare da un fornitore cloud ad un altro, ma si è impossibilitati a farlo a causa della complessità, dei costi e del tempo necessari per effettuare tale passaggio.

Di seguito una breve panoramica (non esaustiva) dei principali fornitori di servizi cloud, l’ordine non vuole essere una preferenza ma rappresenta l’ordine cronologico con cui ho approcciato lo specifico fornitore nel corso del tempo.

Amazon Web Services (AWS) è uno dei principali fornitori di servizi cloud al mondo e offre una vasta gamma di servizi e soluzioni, dai servizi di archiviazione ai servizi di calcolo e analisi dei dati. AWS è noto per la sua affidabilità, scalabilità e copertura globale, rendendolo una scelta ideale per aziende di qualsiasi dimensione.

Microsoft Azure è un altro importante provider di servizi cloud, noto per l’integrazione con i prodotti Microsoft e la flessibilità di licenze. Azure offre un’ampia gamma di servizi cloud e soluzioni, tra cui servizi di calcolo, storage, database, intelligenza artificiale e sviluppo di applicazioni.

Google Cloud Platform (GCP) è noto per la sua potenza nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico. GCP offre strumenti avanzati per l’analisi dei dati e l’elaborazione delle immagini, che possono essere utili per aziende con esigenze particolari di intelligenza artificiale.

Oracle Cloud Infrastructure (OCI) è una piattaforma cloud offerta da Oracle, che fornisce servizi di calcolo, storage, networking e soluzioni avanzate per l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati.

Altri fornitori noti sono IBM Cloud e Alibaba Cloud, ciascuno con le proprie offerte e punti di forza specifici.

La scelta di uno o più provider di servizi cloud, fa parte delle attività che ogni azienda deve indirizzare all’interno della definizione della propria Strategia Cloud, valutando attentamente le proprie esigenze, i requisiti di sicurezza e i costi.


Se sei appassionato di Cloud, o hai affrontato queste tematiche, fammelo sapere nei commenti!

Di enri

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