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Ci sono viaggi che scegli perché li hai sognati a lungo. E poi ci sono viaggi che ti sorprendono più di quanto immaginavi.

Per me l’Oman appartiene decisamente alla seconda categoria.

Sono partito con curiosità, ma senza avere aspettative chiarissime. Conoscevo solo alcune immagini del Paese: la Grande Moschea di Muscat, il deserto, i wadi. Ma non avevo davvero idea di quanto potesse essere vario e affascinante un viaggio in Oman.

E invece è stata una vera sorpresa.

Mi ha colpito il clima, perfetto per viaggiare tra dicembre e gennaio, ma soprattutto la varietà dei paesaggi. In pochi giorni siamo passati dalla capitale al mare, dalle fortezze dell’interno ai villaggi di montagna, dal canyon di Jebel Shams al deserto, fino ai wadi e alle spiagge della costa.

Anche questa volta sono partito con Avventure nel Mondo, scegliendo un itinerario concentrato ma molto ricco: tanti spostamenti, sveglie presto, giornate piene e continui cambi di scenario.


Il viaggio

Il nostro itinerario è iniziato e si è concluso a Muscat, capitale dell’Oman.

Da lì ci siamo mossi in auto verso l’interno del Paese, attraversando montagne, villaggi, fortezze, souq, wadi e deserto, per poi rientrare verso la costa.

In mezzo, alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’Oman: Muscat, le Isole Daymaniyat, Bahla, Jabreen Castle, Misfat al Abriyyin, Jebel Shams, Nizwa, Wadi Bani Khalid, il deserto di Al Wasil, Wadi Shab, White Sand Beach e Bimmah Sinkhole.

Questo è stato il percorso:

GiornoTappe principaliNotte
Giorno 1Partenza dall’ItaliaIn volo
Giorno 2Arrivo a Muscat, ritiro auto, cambio valuta e visita della cittàMuscat
Giorno 3Isole Daymaniyat, snorkeling, mare e Capodanno a MuscatMuscat
Giorno 4Bahla Fort, Jabreen Castle, Misfat al Abriyyin e Al HamraAl Hamra
Giorno 5Jebel Shams, Balcony Walk, Nizwa Fort e Nizwa SouqNizwa
Giorno 6Mercato di Nizwa, Wadi Bani Khalid e deserto di Al WasilCampo tendato nel deserto
Giorno 7Wadi Shab, White Sand Beach, Bimmah Sinkhole e rientro a MuscatMuscat / aeroporto
Giorno 8Rientro in Italia

Un itinerario breve, ma molto denso, nel quale ogni giornata portava in un ambiente completamente diverso da quello precedente.


Muscat: il primo impatto con l’Oman

Muscat è stata la nostra porta d’ingresso nel Paese.

È una capitale diversa da molte città del Golfo: meno verticale, meno costruita sull’effetto speciale, più ordinata e più discreta. Non ha uno skyline aggressivo dei grattacieli, ma un’identità più sobria, fatta di montagne, mare, moschee, mercati e quartieri che sembrano crescere seguendo il paesaggio.

La visita della città ci ha portato tra il mercato del pesce, la Moschea del Sultano Qaboos, la Mohammed Al Ameen Mosque, la città vecchia, la Muttrah Corniche e il Muttrah Souq, uno dei mercati tradizionali più famosi dell’Oman.

La Grande Moschea del Sultano Qaboos è sicuramente uno dei luoghi più impressionanti di Muscat. Colpisce per le dimensioni, ma anche per l’equilibrio dell’architettura: grande, elegante, luminosa, mai eccessiva.

Muttrah, invece, restituisce un’immagine più viva e quotidiana della città: il lungomare, il souq, i profumi, i negozi, le luci della sera. È stato uno dei primi momenti in cui ho iniziato a percepire davvero l’atmosfera omanita.

La giornata si è chiusa con una cena da Bait Al Luban, per iniziare ad assaggiare sapori locali ed entrare nel clima del viaggio.


Fortezze e villaggi: Bahla, Jabreen e Misfat al Abriyyin

Lasciata Muscat, il viaggio è entrato nella parte più storica e tradizionale dell’Oman.

La prima tappa è stata Bahla, famosa per il suo forte, una grande struttura difensiva che racconta bene l’importanza storica di questa zona. Le fortezze omanite hanno un fascino particolare: sono essenziali, imponenti, costruite con colori che sembrano fondersi con il paesaggio.

Abbiamo poi visitato Jabreen Castle, uno dei castelli più belli del Paese. Qui l’impressione è diversa rispetto a una fortezza puramente difensiva: ci sono stanze, decorazioni, cortili e dettagli che raccontano anche una dimensione più residenziale e culturale.

Una delle tappe più suggestive della giornata è stata però Misfat al Abriyyin, un villaggio di montagna costruito tra rocce, palme e antichi canali d’acqua. È uno di quei luoghi in cui il tempo sembra rallentare: case in pietra, vicoli stretti, terrazzamenti e un equilibrio molto bello tra architettura e paesaggio.

Jebel Shams: il canyon dell’Oman

Il giorno successivo è stato dedicato a uno dei paesaggi più spettacolari del viaggio: Jebel Shams.

Il nome significa “montagna del sole” ed è una delle aree montuose più conosciute dell’Oman. Qui il paesaggio cambia completamente: il mare e la città lasciano spazio a strade di montagna, pareti rocciose e panorami molto ampi.

L’esperienza principale è stata la Balcony Walk, un trekking panoramico di circa 9 chilometri andata e ritorno, lungo il bordo del canyon.

È uno di quei percorsi in cui il nome dice già molto: si cammina come su un balcone naturale, con il canyon che si apre accanto e sotto di te. Non è solo la profondità a colpire, ma la vastità del paesaggio e la sensazione di camminare dentro uno scenario quasi sospeso.

Dopo il trekking siamo arrivati a Nizwa, una delle città più importanti dell’interno, famosa per il suo forte e per il souq.

Nizwa: forte e souq

Nizwa è stata una delle tappe più interessanti dal punto di vista culturale.

Il forte di Nizwa domina il centro storico ed è uno dei simboli della città. Dalla sommità si vede bene il contrasto tra l’architettura tradizionale, le palme e le montagne sullo sfondo.

Il souq è un altro luogo molto caratteristico: ordinato, vivo, pieno di oggetti, spezie, datteri, ceramiche e prodotti locali. Per chi vuole respirare un po’ di Oman autentico, Nizwa è sicuramente una tappa da non saltare.

Abbiamo visitato anche il mercato, uno di quei momenti in cui si vede la città nella sua parte più reale.

Wadi Bani Khalid e il deserto di Al Wasil

Dopo Nizwa ci siamo diretti verso Wadi Bani Khalid, uno dei wadi più conosciuti dell’Oman.

I wadi sono corsi d’acqua o vallate che, in alcuni punti, formano piscine naturali tra le rocce. Wadi Bani Khalid colpisce proprio per questo contrasto: roccia, palme, acqua limpida e zone in cui fermarsi, camminare o fare il bagno.

È uno dei luoghi che raccontano meglio la varietà del Paese: dopo montagne, castelli e souq, improvvisamente ci si trova davanti a un paesaggio quasi tropicale, incastonato tra le rocce.

Nel pomeriggio siamo arrivati ad Al Wasil, una delle porte d’ingresso alle Sharqiya Sands.

Dormire nel deserto è sempre un’esperienza particolare. Le dune cambiano colore con la luce, il silenzio è diverso da quello di qualsiasi altro luogo e la sera il cielo diventa uno dei protagonisti.

Nel campo tendato c’era anche la possibilità di fare diverse attività: dune buggy al tramonto, giro in cammello, sand ski e uscita notturna per vedere le stelle.

È stata una delle parti più belle del viaggio, perché il deserto ha una forza semplice: non ha bisogno di molto per colpire. Bastano luce, sabbia, silenzio e spazio.

Wadi Shab, White Sand Beach e Bimmah Sinkhole

La giornata successiva ci ha riportato progressivamente verso Muscat, ma con alcune tappe molto belle lungo la costa.

La prima è stata Wadi Shab, uno dei luoghi più suggestivi del viaggio. Qui si cammina tra pareti di roccia e acqua, fino ad arrivare a punti in cui il percorso diventa più avventuroso. È un posto molto scenografico, dove la natura sembra costruire un corridoio tra pietra e acqua.

Poi siamo passati da White Sand Beach, con il suo paesaggio costiero essenziale e luminoso, e da Bimmah Sinkhole, una grande cavità naturale piena d’acqua, diventata una delle tappe più fotografate della zona.

Una giornata che ha mostrato ancora una volta quanto il paesaggio omanita riesca a cambiare rapidamente.

Isole Daymaniyat: mare e snorkeling prima del rientro

Quasi alla fine del viaggio è arrivata l’escursione alle Isole Daymaniyat, una riserva naturale al largo della costa di Muscat.

Era una delle attività previste inizialmente nei primi giorni, ma per esigenze organizzative del gruppo abbiamo deciso di spostarla verso la fine dell’itinerario.

Alla fine è stata una scelta che ha funzionato molto bene.

Dopo giorni trascorsi tra montagne, fortezze, trekking, deserto e wadi, ci siamo ritrovati davanti a un Oman completamente diverso: mare limpido, barche, snorkeling e tartarughe.

Un modo perfetto per rallentare il ritmo e chiudere quasi il viaggio con uno scenario completamente diverso da quelli attraversati nei giorni precedenti.


Un viaggio più sorprendente del previsto

L’Oman mi ha colpito perché è riuscito a essere molte cose insieme, e forse è proprio questo quello che mi è piaciuto di più.

Spero di avervi lasciato qualche utile spunto raccontandovi questa esperienza. Se avete curiosità sul viaggio o state pensando di organizzare un itinerario in Oman, fatemelo sapere nei commenti.

Di enri

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