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Una storia di pensiero laterale, in cui la soluzione non sta in nessuna delle opzioni disponibili

Qualche tempo fa ho scritto di pensiero laterale, il modo di affrontare i problemi che consiste nel cambiare prospettiva invece di insistere sulla stessa strada.

Allora ne ho parlato in termini generali.

In questo articolo voglio raccontare uno degli esempi che Edward de Bono presenta nel suo libro Il pensiero laterale: una piccola storia che, secondo me, vale più di molte definizioni.

La storia

Un mercante molto ricco, noto anche per la sua fama di usuraio, aveva prestato una somma importante al padre di una giovane donna.

Quando l’uomo si trova nell’impossibilità di restituire il denaro, il mercante, che nel frattempo si era invaghito della ragazza, decide di proporgli un accordo.

Metterà in un sacchetto due sassolini, uno bianco e uno nero, e sarà lei a estrarne uno:

  • se esce il nero, la ragazza lo sposerà e il debito sarà cancellato;
  • se esce il bianco, resterà con il padre e il debito sarà cancellato comunque;
  • se rifiuta di partecipare, il padre andrà in prigione.

L’incontro avviene in un giardino, su un sentiero di ghiaia. Il mercante si china per raccogliere i due sassolini e la ragazza, che ha gli occhi ben aperti, si accorge di una cosa: li ha scelti entrambi neri. Il gioco è truccato. Qualunque sassolino pescherà, sarà nero.

Le tre strade “ovvie”

Mettiamoci nei suoi panni. Le opzioni che vengono in mente quasi subito sono tre:

  1. Rifiutare di pescare. Ma il padre finisce in prigione.
  2. Smascherare il mercante dicendo che ha messo due sassolini neri. Ma è la sua parola contro quella di un uomo potente, e rischia di peggiorare le cose.
  3. Pescare e sacrificarsi, sposando un uomo che non ama per salvare il padre.

Sono tutte soluzioni ragionevoli, e tutte hanno lo stesso difetto: restano dentro le regole del gioco così come sono state impostate dall’altro. Il pensiero tradizionale, quello che chiamiamo verticale, si comporta così. Cerca di scegliere nel modo migliore tra le alternative che gli vengono date, ma non mette in discussione l’impostazione di partenza.

La mossa della ragazza

La ragazza fa qualcosa di diverso. Infila la mano nel sacchetto, ne estrae un sassolino e, prima che qualcuno possa vederlo, lo lascia cadere “per sbaglio” sul sentiero, dove si confonde subito con gli altri sassi.

Poi, con aria dispiaciuta, dice qualcosa di questo tipo: “Che sbadata! Ma non c’è problema: basta guardare il sassolino rimasto nel sacchetto. Se è nero, vuol dire che il mio era quello bianco.”

Il sassolino rimasto, naturalmente, è nero. E a quel punto il mercante è in trappola: per contestare la conclusione dovrebbe ammettere di aver barato, davanti a tutti

Deve quindi accettare, e il debito viene cancellato.

Cosa ci insegna davvero

Quello che trovo geniale è che la ragazza non prova a rispondere alla domanda “quale sassolino devo estrarre?”. Cambia il problema. Invece di guardare il sassolino che ha in mano, guarda quello che resta nel sacchetto. L’informazione era lì dall’inizio, bastava osservarla da un’altra angolazione.

Ci vedo almeno tre lezioni:

  • Non accettare le opzioni come vengono presentate. Quando ci propongono un “A oppure B”, vale la pena chiedersi se esista una C a cui nessuno ha pensato.
  • Il vincolo può diventare una risorsa. L’inganno del mercante, che sembrava la trappola perfetta, è ciò che rende possibile la soluzione.
  • Osservare vale più che reagire. La ragazza ha trovato la via d’uscita perché ha notato un dettaglio che gli altri non vedevano, e soprattutto perché ha mantenuto la calma abbastanza a lungo per usarlo.

E nella vita di tutti i giorni?

Questa storia offre uno spunto interessante anche per la vita quotidiana e per il lavoro.

Spesso siamo così concentrati a risolvere un problema che finiamo per accettare, senza accorgercene, i vincoli e le regole che ci vengono imposti.

La ragazza, invece, dimostra che anche una situazione apparentemente senza via d’uscita può nascondere un’opportunità.

Forse è proprio questa la lezione più importante: non dare per scontato che le regole del gioco siano le uniche possibili.

Di enri

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