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Ci sono viaggi in cui la destinazione conta più del percorso. E poi ci sono viaggi in cui la strada è parte dell’esperienza.
Il Far West appartiene decisamente alla seconda categoria.

Era un viaggio che avevo in mente già da qualche tempo, uno di quelli che prima o poi avrei voluto fare. Poi è arrivata l’idea di due amiche e quella che fino a quel momento era rimasta una possibilità ha iniziato a prendere forma. Così ho deciso di partire: attraversare gli Stati Uniti occidentali, percorrere le interminabili strade americane e vedere finalmente dal vivo quei paesaggi osservati tante volte nei film, passando dalle luci di Las Vegas agli immensi canyon del West, lungo quelle strade infinite che sono parte integrante dell’immaginario americano.
Anche questa volta sono partito con Avventure nel Mondo, scegliendo un itinerario piuttosto intenso: tanti chilometri, continui spostamenti, qualche sveglia decisamente impegnativa e soprattutto alcuni dei luoghi più spettacolari del West americano.
Il risultato è stato un viaggio molto diverso da quelli fatti in precedenza. Qui le città passano quasi in secondo piano. I veri protagonisti sono gli spazi, le rocce, il deserto e soprattutto quella sensazione di immensità che accompagna buona parte del percorso.
Il viaggio
Il nostro itinerario è iniziato a Las Vegas e si è concluso a Los Angeles, attraversando Nevada, Utah, Arizona e California.
È stato un viaggio vissuto interamente on the road: abbiamo noleggiato le auto a Las Vegas e le abbiamo riconsegnate a Los Angeles, percorrendo complessivamente circa 2.200 chilometri.
In mezzo, alcuni dei luoghi simbolo dell’Ovest americano: Zion, Bryce Canyon, Antelope Canyon, Monument Valley, Grand Canyon, Route 66 e Joshua Tree, passando anche per la celebre strada verso Monument Valley resa immortale dalla scena di Forrest Gump.
Questo è stato il percorso, un itinerario molto concentrato, nel quale praticamente ogni giornata portava in un ambiente completamente diverso dal precedente.
| Giorno | Tappe principali | Cosa abbiamo visto |
|---|---|---|
| 1 | Roma → Chicago → Las Vegas | Arrivo negli Stati Uniti e trasferimento a Las Vegas |
| 2 | Las Vegas | Death Valley, Visita a Las Vegas |
| 3 | Las Vegas → Springdale | Zion National Park, Watchman, Zion Human History Museum |
| 4 | Zion → Bryce Canyon | Temple of Sinawava, The Narrows, Zion-Mount Carmel Highway, Checkerboard Mesa, Sunset e Sunrise Point |
| 5 | Bryce Canyon → Red Canyon → Page | Alba a Sunrise Point, Queen’s Garden, Navajo Loop, Red Canyon, Glen Canyon e Horseshoe Bend |
| 6 | Page → Monument Valley → Kayenta | Antelope Canyon X e Monument Valley Navajo Tribal Park |
| 7 | Kayenta → Grand Canyon | Alba nella Monument Valley, Desert View, Lipan Point, Moran Point, Grandview Point, Mather e Yavapai Point |
| 8 | Grand Canyon → Flagstaff → Kingman | Grand Canyon, Wupatki Pueblo, Sunset Crater, Flagstaff e Williams |
| 9 | Kingman → Route 66 → Joshua Tree → Palm Springs | Cool Springs, Oatman, Sitgreaves Pass, Amboy e Joshua Tree National Park |
| 10 | Palm Springs → Los Angeles | Santa Monica, Venice Beach, Beverly Hills, Rodeo Drive, Hollywood |
| 11 | Los Angeles → Washington | Partenza dagli Stati Uniti |
| 12 | Washington → Roma | Arrivo a Roma |
Las Vegas: una città che sembra finta
Las Vegas è probabilmente una delle città più surreali al mondo. Tutto appare esagerato: gli hotel giganteschi, le luci accese a qualsiasi ora, le riproduzioni dei monumenti più famosi e i casinò nei quali sembra non esistere né il giorno né la notte. A tratti sembra quasi finta, come un enorme set cinematografico costruito nel mezzo del deserto.
Forse non è una città che conquista tutti, ma è talmente iconica che almeno una volta nella vita merita di essere vista. Naturalmente non potevamo andar via senza tentare la fortuna: abbiamo giocato alla roulette e, con una vincita di ben 30 dollari, possiamo dire di aver “sbancato” Las Vegas!
I grandi parchi e canyon del West
La parte più spettacolare del viaggio è stata quella dedicata ai grandi paesaggi naturali del West. Ogni luogo ha caratteristiche completamente diverse e le fotografie, per quanto belle, difficilmente riescono a restituirne le reali dimensioni.
Death Valley
La Death Valley è probabilmente il paesaggio più estremo dell’intero viaggio. Il caldo è quasi irreale e tutto appare immobile: distese di sale, montagne spoglie e grandi spazi apparentemente privi di vita. Proprio questa durezza la rende affascinante. Attraversarla dà la sensazione di trovarsi su un altro pianeta, in uno dei luoghi più inospitali ma anche più suggestivi degli Stati Uniti.
Zion National Park
Zion colpisce soprattutto per la verticalità. Si cammina sul fondo del canyon circondati da enormi pareti di roccia che sembrano chiudersi sopra la testa. L’esperienza più particolare è stata The Narrows, un percorso svolto in parte direttamente nelle acque del Virgin River: un modo insolito e coinvolgente di attraversare il parco, sentendosi davvero piccoli rispetto alla natura circostante.
Bryce Canyon
Bryce Canyon sorprende per le sue forme e per i suoi colori. Migliaia di pinnacoli rocciosi, chiamati hoodoos, riempiono un enorme anfiteatro naturale con tonalità che vanno dall’arancione al rosso e cambiano continuamente con la luce. Vederlo dall’alto è spettacolare, ma camminare tra queste formazioni dà quasi la sensazione di entrare in un paesaggio appartenente a un altro pianeta.
Monument Valley
La Monument Valley è il Far West esattamente come lo abbiamo sempre immaginato. Le grandi formazioni rocciose emergono isolate nel deserto, circondate dalla terra rossa e da strade che sembrano non avere fine. È uno scenario reso familiare da decine di film western, ma trovarsi realmente davanti a quegli spazi sconfinati produce un’emozione completamente diversa.
Grand Canyon
Del Grand Canyon colpisce soprattutto l’immensità. È uno di quei luoghi le cui dimensioni non possono essere comprese attraverso una fotografia: bisogna arrivare sul bordo e guardare il paesaggio estendersi fino all’orizzonte. Le pareti mostrano strati di roccia formatisi nel corso di milioni di anni, mentre la luce modifica continuamente i colori e la profondità del canyon.
Antelope Canyon
Antelope Canyon offre uno spettacolo più raccolto, ma altrettanto sorprendente. Si cammina all’interno di una stretta gola scavata dall’acqua, tra pareti sinuose che sembrano modellate a mano. La luce entra dall’alto e crea sfumature di arancione, rosso e viola che cambiano a ogni passo, trasformando la roccia in qualcosa che assomiglia quasi a un’opera d’arte.
Ultima tappa: Los Angeles
Dopo giorni passati tra canyon, deserti e strade infinite, l’arrivo a Los Angeles ha segnato il ritorno alla città.
Prima di arrivare a Palm Springs, lungo la Route 66, una delle tappe più curiose è stata Oatman, la piccola città famosa per gli asinelli che girano liberi per strada: un posto particolare, quasi sospeso nel tempo, che sembra uscito da un vecchio film western.
Da Palm Springs siamo poi arrivati a Los Angeles, lasciandoci alle spalle il paesaggio del deserto.
Los Angeles ci ha poi accolto con il suo mix di oceano, traffico, palme, cinema e quartieri iconici. Abbiamo visto Santa Monica, Venice Beach, Hollywood, e naturalmente Beverly Hills, con le sue ville, Rodeo Drive e quell’immaginario reso ancora più celebre dalla serie Beverly Hills 90210.
Una delle esperienze più curiose è stata il robotaxi. All’inizio ero piuttosto scettico: salire su un’auto senza conducente fa ancora un certo effetto. Dopo pochi minuti, però, lo scetticismo è diventato sorpresa. L’auto si muoveva bene, gestiva traffico e incroci con naturalezza, e l’esperienza è sembrata subito molto più normale del previsto.
Probabilmente non sarà una trasformazione immediata ovunque, ma provarlo dal vivo dà una sensazione chiara: una parte del futuro della mobilità urbana passerà anche da qui.
Los Angeles è stata quindi una chiusura perfetta: dopo la natura enorme del West, le cittadine storiche della Route 66 e i paesaggi del deserto, una città fatta di cinema, tecnologia e immaginario collettivo.
Spero di avervi lasciato qualche utile spunto raccontandovi questa esperienza. Se avete curiosità su questo viaggio, fatemelo sapere nei commenti.












































